Licini

Licini (Ramo Corte, Corte) alla Fava. Da un fabbricato, che apparteneva alla cittadinesca famiglia Licini, d’origine bergamasca, sotto il quale scorgesi tuttora scritto sul pavimento: Confin Licini. Sembra che questa famiglia ne divenisse proprietaria verso la metà del secolo trascorso, trovandosi che, con istrumento di permuta 10 maggio 1741, in atti F. Biondi, Bon Licini q. Alessandro cesse ad Andrea Massarini alcuni suoi stabili alla Giudecca, a S. Apollinare, a S. Geminiano, e ne ebbe in ricambio una casa in due soleri in contrà di S. Leon Papa, dietro la Madonna della Fava, in Corte detta del Piombo. La famiglia Licini aveva tomba in chiesa di S. Leone, vulgo S. Lio coll’anno 1713. Bon Licini soprannominato aveva un negozio di tele in Calle della Bissa, piantato dal genitore Alessandro. Arricchitosi, disseccò l’azienda, e morì il 16 aprile 1768.

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Commenti

Una risposta a “Licini”

  1. Avatar Patrizia Licini
    Patrizia Licini

    All’interno del complesso architettonico Licini a Venezia, si trova Corte Rubbi che designava l’altro cognome dei Licini detti Rubcic quando erano a Zara in Dalmazia Veneziana. Di questo complesso architettonico fa parte Corte Licini o del Piombo perché il conte Lorenzo Licini aveva ricevuto dal Senato Veneto il monopolio del trasporto del piombo dal porto di Sebenico al porto di Venezia. Per saperne di più si veda il libro sul Mare Adriatico in inglese nel 2025 edito dalla Università di Zara e scaricabile gratis on-line cercando il titolo “Early Modern Nautical Charts of the Adriatic Sea” (open access). Alla larga dal libro di Tassini che pubblicó menzogne e documenti inventati. Saluti cordiali

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